I 90 euro per un videogioco sono un precedente pericoloso

Nintendo ha annunciato il prezzo di lancio di alcuni dei suoi prossimi giochi per la nuova generazione di Switch 2: 90 euro sono troppi per un videogame?

Immagine di I 90 euro per un videogioco sono un precedente pericoloso
Avatar

a cura di Marcello Paolillo

Senior Staff Writer

8

Ormai dovremmo esserci abituati, e invece no. L’ennesima bomba è stata sganciata, e stavolta fa davvero male: Nintendo ha annunciato il prezzo di lancio di alcuni dei suoi prossimi giochi per la nuova generazione.

In occasione del Direct dello scorso 2 aprile, il colosso di Kyoto ha deciso di rincarare la dose, proponendo Mario Kart World (e non solo) a 90 euro in versione fisica. 80 per la digitale, perché lo sconto della "copia fantasma" non può mancare.

La reazione? Un misto di indignazione, rassegnazione e, come sempre, difesa a spada tratta da parte degli irriducibili. Ma proviamo a ragionare: questa scelta ha senso? O Nintendo ha deciso di vedere fin dove può spingersi prima che qualcuno dica basta?

La normalizzazione del caro giochi

Che i videogiochi costino sempre di più è un dato di fatto. Sony e Microsoft hanno già fissato gli 80 euro come nuovo standard per i titoli tripla A, e Nintendo si è accodata con il suo classico tocco di "unicità": invece di allinearsi, ha deciso di rincarare ulteriormente la dose.

La giustificazione? Nessuna, perché tanto non serve. Sappiamo già come funziona il mercato della Grande N: i suoi giochi mantengono il prezzo per anni, senza sconti significativi, e il valore percepito dal pubblico è incredibilmente alto. Perché? Perché "è Nintendo".

Ma la vera domanda è: se oggi accettiamo i 90 euro, dove saremo tra cinque anni? 100 euro per un gioco base? 150 con DLC inclusi? Il problema non è solo il prezzo in sé, ma il messaggio che trasmette al mercato. Accettare oggi una soglia così alta significa spalancare la porta a una deriva ancora più disastrosa.

Per anni il videogioco è stato un passatempo accessibile a molti, ma con questi aumenti si sta lentamente trasformando in un lusso. Certo, esistono le offerte, il mercato dell’usato, le edizioni economiche a distanza di anni. Ma chi vuole giocare alle novità al day-one? Preparatevi a sborsare cifre che fino a qualche anno fa sarebbero state impensabili.

Eppure, c’è chi difende questa tendenza con argomenti ormai logori: «Eh, ma è Nintendo, i suoi giochi valgono di più!». Ma, se iniziamo a ragionare così, allora dovremmo accettare ogni aumentano, ogni rincaro, solo perché dietro c'è un marchio potente, capace di vendere milioni di unità. Non è un po' troppo facile?

E poi, si sente dire: «Tanto fra cinque anni costerà ancora così, almeno mantiene valore!» Ma che significa? Come se fosse una benedizione pagare oggi 90 euro, con la promessa che il gioco non perderà valore. La verità è che non dovremmo accontentarci di un "prezzo che rimane stabile" come fosse un favore.

Perché un gioco, per quanto fantastico, non dovrebbe mai diventare un investimento da mantenere nel tempo, ma un’esperienza che possiamo vivere senza doverci preoccupare che fra cinque anni valga di più o di meno. Non è questa la cultura che ci piace difendere nel mondo dei videogiochi, vero? L'accessibilità, il piacere di giocare, non la speculazione sul prezzo.

E, infine, il classico: «Non ti obbligano a comprarlo, eh!».

Già, nessuno ci punta una pistola alla testa. Ma qui non si tratta di essere obbligati: si tratta di un mercato che si adatta e ci impone sempre di più una realtà in cui i prezzi aumentano senza sosta, e noi, senza fiatare, li accettiamo.

La vera domanda non è se ci obbligano o meno, ma se siamo disposti a consentire che un’intera industria si sposti verso un modello che fa lievitare i costi, limitando le possibilità a chi non può permettersi di spendere cifre da capogiro. Allora, la vera libertà di scelta la abbiamo davvero? O stiamo già giocando la partita secondo le regole degli altri?»

Perché, quando una pratica diventa la norma, il consumatore perde ogni possibilità di scelta. E chi ci assicura che, un domani, anche le altre aziende non decidano di adeguarsi a questa follia?

C’è poi un altro grande spettro che incombe su questa industria: gli abbonamenti. Con il Game Pass che diventa sempre più centrale nell’ecosistema Xbox e PlayStation che spinge il suo Plus con offerte sempre più "allettanti", il rischio è che il gioco in formato fisico diventi sempre meno conveniente. 

Chi vuole possedere una copia, invece di "noleggiarla" tramite un servizio, dovrà spendere sempre di più. E nel momento in cui la maggioranza degli utenti si sposterà sugli abbonamenti, chi garantisce che i prezzi di questi ultimi non aumentino a loro volta?

Pensateci: oggi ci scandalizziamo per i 90 euro di Nintendo, ma quanto tempo passerà prima che un abbonamento "premium" ci costi 30 o 40 euro al mese? E senza alternative, dovremo solo accettarlo.

Siamo noi il problema?

Nintendo può permettersi di alzare i prezzi perché il suo pubblico glielo consente. Ogni sua console vende milioni di unità, ogni suo gioco è un successo garantito. Ma chi ha dato a Nintendo questo potere? Noi, i consumatori

Siamo noi che abbiamo accettato i 70 euro come standard, poi gli 80, e ora i 90. Siamo noi che, davanti a prezzi assurdi, tiriamo fuori la carta di credito senza battere ciglio.

Se ci abituiamo a queste cifre, le aziende continueranno ad alzare l’asticella senza freni. E mentre i ricavi delle multinazionali crescono a dismisura, il giocatore medio deve fare i conti con un hobby sempre più costoso. E se oggi ci sembra già troppo, aspettiamo solo qualche anno (o qualche mese, visto che GTA 6 è previsto a fine 2025).

La verità è che il prezzo dei videogiochi non è solo una questione economica, ma anche culturale. Se accettiamo che 90 euro siano "normali", domani saranno 100, poi 120, e così via. Nintendo sta solo testando i limiti dei suoi fan, e finché le vendite non caleranno, non avrà motivo di fermarsi.

La domanda finale, dunque, che mi e vi pongo, è questa: siamo davvero pronti a vivere in un mondo in cui il videogioco diventa un lusso, riservato a chi può permettersi cifre sempre più esorbitanti? Un lusso come quelli che si riservano per pochi eletti, e non più un semplice intrattenimento alla portata di tutti, che può essere condiviso tra amici o in famiglia senza il timore che il prezzo del biglietto possa farci sentire inadeguati?

Un lusso che, come tanti altri, rischia di escludere le nuove generazioni, di diventare un bene che si può comprare solo dopo aver sacrificato altre necessità più urgenti? Se la risposta a questa domanda è no, allora forse è davvero arrivato il momento di far sentire la nostra voce, di alzare la testa e ribellarci a quella che sembra una deriva inesorabile.

Perché se aspettiamo troppo, se rimandiamo ancora, tra qualche anno ci ritroveremo con un mercato in cui il videogioco è solo per chi può permetterselo, e quello che oggi è un simbolo di cultura e divertimento si trasformerà in un bene elitario. E a quel punto, quando il danno sarà irreparabile, sarà troppo tardi per fare qualsiasi cosa.

Quindi, prima che sia troppo tardi, dobbiamo farci sentire come consumatori di fronte ai publisher, se non vogliamo che i videogiochi diventino solo un ricordo di un tempo in cui il gioco era per tutti.

👋 Partecipa alla discussione! Scopri le ultime novità che abbiamo riservato per te!

8 Commenti

⚠️ Stai commentando come Ospite. Vuoi accedere?


Penso che sia tempo sprecato, per farci sentire non dovremmo acquistare, è un po' come gli ultimi cellulari, aumentano di prezzo e non solo, tolgono dalle confezioni componenti necessarie come caricatori. Fintantochè venderanno, perchè dovrebbero abbassare i prezzi? Lasciamo giochi, cellulari o qualsiasi cosa oggettivamente diventi troppo cara sugli scaffali, ridimensioniamoci e molto probabilmente saranno costretti ad abbassare i prezzi.
Mostra altro Mostra meno

Questo commento è stato nascosto automaticamente. Vuoi comunque leggerlo?

Abbastanza di parte poco attuale e molto Italianata.

Esistono i F2P per questa esatta ragione. Ed esisteranno per sempre.

I videogiochi non sono un lusso ne mai lo saranno.

I costi sono motivati da una serie infinita di fattori tra cui in primi il numero di dipendenti necessari per sviluppare un AAA.
Un tempo erano 100 ora sono 1000.

Inoltre, il costo x persona è dovuto aumentare nel tempo per via del costo della vita. Per capirci un dev con 2 lauree non puo prendere come un non-skilled worker e deve potersi mantenere in paesi dove un affitto costa anche 3-4k al mese.

Standardizzare prezzi come 100 o 200 euro per i videogiochi non è sbagliato di per se se il costo orario di intrattenimento ha senso.

Per esempio se giochi ad un AAA con cinematiche assurde ed uno storytelking non ripetitivo e banale che ti tiene acchiappato allo schermo per 15-30 ore se tu hai pagato 50 euro il costo orario è abbastanza irrisorio per essere considerato intrattenimento.

Trovo piu assurdo pagare 50 euro per un tour al museo di 1h sinceramente.
O pagare 2 euro per la metro dove magari si fa 1 singola fermata e magari pure senza autista.

Se il lavoro ha un valore ed un costo i videogiochi devono per forza adattarsi o a breve gli investitori opteranno solo per AI e contenuti procedurali senza anima per passimizzare i profitti( e sta gia accadendo).

Capisco che 100 euro non sono alla portata di noi italiani dagli stipendi ridicoli ma è un problema dei nostri stipendi ridicoli e non viceversa a mio avviso.

Senza contare che fare una gita al parco ad oggi anche a noi italiani costi di piu che un AAA.

Un caffe a 2euro è piu costoso che The Last of Us a paragone.
Mostra altro Mostra meno

Questo commento è stato nascosto automaticamente. Vuoi comunque leggerlo?

Penso che sia tempo sprecato, per farci sentire non dovremmo acquistare, è un po' come gli ultimi cellulari, aumentano di prezzo e non solo, tolgono dalle confezioni componenti necessarie come caricatori. Fintantochè venderanno, perchè dovrebbero abbassare i prezzi? Lasciamo giochi, cellulari o qualsiasi cosa oggettivamente diventi troppo cara sugli scaffali, ridimensioniamoci e molto probabilmente saranno costretti ad abbassare i prezzi.
Io la stavo aspettando ma visti i prezzi può stare li dov'è
Mostra altro Mostra meno

Questo commento è stato nascosto automaticamente. Vuoi comunque leggerlo?

Un ragionamento che condivido in pieno, ma purtroppo temo siano parole vuote. Che sia Apple, Sony o Nintendo, sanno di avere uno zoccolo duro di fan che compreranno qualunque cosa a qualunque prezzo, solo perché viene dal proprio brand preferito. Ricordo ancora le centomila lire dei giochi del MegaDrive o della Ps1...
Per una persona che si rifiuta di pagare 90 euro per un gioco secondo me ce ne saranno sempre due o tre che di problemi non se ne fanno, per cui...
Lo stesso discorso l'abbiamo fatto al lancio di Ps5 Pro, che tutto sommato non sta andando così male. Sono già pronto psicologicamente a vedere Ps6 lanciata a 999 euro....
Mostra altro Mostra meno

Questo commento è stato nascosto automaticamente. Vuoi comunque leggerlo?

Avendo vissuto sia l' epoca neogeo Aes che quella N64 non mi stupisco più di niente.
Fatto sta che personalmente i giochi per i quali sarei disposto a spendere queste cifre sono pochissimi e con tutto l'arretrato che ho accumulato posso tranquillante aspettare di trovarli usati.
Per quanto riguarda i giochi in esclusiva non é che si possa fare molto, mentre per tutto il resto non rimane che orientarsi verso la versione PC che si trova a cifre molto più ragionevoli e per le quali non é richiesta un ulteriore spesa per accedere ai servizi online.
Mostra altro Mostra meno

Questo commento è stato nascosto automaticamente. Vuoi comunque leggerlo?

Onestamente... Vedi porting di giochi vecchi della Nintendo 64 a 60 euro.. al lancio bene o male siamo sulle 70 80 euro più eventuali espansioni dai 25 in su, quindi lo paghi ben oltre i 100 e per fare un esempio il simulatore di volo Microsoft pacchetto completissimo sono sui 210 euro.. aumentano tutti i prezzi aumenteranno per forza pure quelli dei giochi... Va anche detto (e non voglio fare politica)che per un italiano medio da 1200 al mese è caro, per un qualsiasi paese con stipendi "adeguati" è una cifra comunque abbordabile almeno secondo me
Mostra altro Mostra meno

Questo commento è stato nascosto automaticamente. Vuoi comunque leggerlo?

In tutti i settori è così, io lo grido da tempo, per i voli, prezzi altissimi e sembra che devi pagare pure il posto a sedere (tanti non si accorgono che è una scelta), concerti (che ora ti fanno comprare i biglietti un anno prima), alberghi non ne parliamo. Ma se si và nelle discussioni, un piccolo sconto sembra di ottenere "un buon prezzo" (senza rendersi conto di quanto era meno solo che 2 anni addietro. Ed è sempre andata così, guardate i jeans, quando ero ragazzino i Roy Rogers e il kway lo avevamo tutti, li compravi al mercato , belli buoni ed economici, poi hanno pensato che c'era qualcuno disposto a pagare quelle stesse cose, una follia, ecco che in jeans da 24.999 lire (12€) oggi costano 249.99 (scontati). Pagate il marchio non la qualità, sono jeans, belli, ben fatti ma sempre jeans. Il kway è sempre quella giacchettina di plastica (anzi una volta aveva il suo "contenitore" con elastico per appenderlo alla vita, solo che da 2.000€ (circa 1€) ora costa 100€ (200.000 lire)
Mostra altro Mostra meno

Questo commento è stato nascosto automaticamente. Vuoi comunque leggerlo?

In tutti i settori è così, io lo grido da tempo, per i voli, prezzi altissimi e sembra che devi pagare pure il posto a sedere (tanti non si accorgono che è una scelta), concerti (che ora ti fanno comprare i biglietti un anno prima), alberghi non ne parliamo. Ma se si và nelle discussioni, un piccolo sconto sembra di ottenere "un buon prezzo" (senza rendersi conto di quanto era meno solo che 2 anni addietro. Ed è sempre andata così, guardate i jeans, quando ero ragazzino i Roy Rogers e il kway lo avevamo tutti, li compravi al mercato , belli buoni ed economici, poi hanno pensato che c'era qualcuno disposto a pagare quelle stesse cose, una follia, ecco che in jeans da 24.999 lire (12€) oggi costano 249.99 (scontati). Pagate il marchio non la qualità, sono jeans, belli, ben fatti ma sempre jeans. Il kway è sempre quella giacchettina di plastica (anzi una volta aveva il suo "contenitore" con elastico per appenderlo alla vita, solo che da 2.000€ (circa 1€) ora costa 100€ (200.000 lire)
Come non quotarti, purtroppo hai perfettamente ragione, bisognerebbe avere il coraggio di dire "non compro". Io ormai compro pochissimi vestiti, solo se proprio non posso farne a meno e solo in negozi outlet, mi rifiuto di pagare 200€ un paio di jeans. Le vacanze? Prima ogni tanto un viaggetto all'estero me lo facevo, ora non più, non voglio chiedere un prestito per farmi una vacanza, vado qualche giorno in montagna che comunque mi piace molto, mi diverto lo stesso e non devo svenarmi.
Mostra altro Mostra meno

Questo commento è stato nascosto automaticamente. Vuoi comunque leggerlo?

Questa funzionalità è attualmente in beta, se trovi qualche errore segnalacelo.