Come teniamo in vita i videogiochi del passato?

La conservazione videoludica è un tema caldo: ne abbiamo parlato con GOG, che ha da qualche mese ha lanciato un suo programma per "salvare" i videogiochi.

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a cura di Stefania Sperandio

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Escono tantissimi videogiochi all'anno. E perdiamo tantissimi videogiochi all'anno.

Con "perdiamo" non si intende la naturale (e ovvia) impossibilità di comprare e giocare davvero qualsiasi cosa si affacci sul mercato, ma il fatto che titoli usciti molto tempo addietro diventano inaccessibili, non più recuperabili. È un problema unico del videogioco.

Se vogliamo conservare vecchi libri, il supporto per farlo non è escludente: testo nero su bianco (o viceversa, come vi viene meglio), che sia su carta tradizionale o digitale.

La conservazione dei film permette di fruire dei vecchi capolavori – ma anche di quelli usciti un po' peggio – grazie alla digitalizzazione. Ma per giocare un videogioco, spesso, ti serve una piattaforma apposita, o del lavoro specifico che renda compatibile quel codice con i computer o le console attuali. In soldoni, a volte anche avere la vecchia cartuccia del gioco non serve a niente se non hai una macchina capace di leggerla.

Così, la conservazione è diventata una questione molto complicata. In primo luogo, perché a volte sembra che non interessi nemmeno all'industria; in secondo luogo, perché ci sono decine e decine di giochi non più giocabili né più acquistabili, che galleggiano tra l'emulazione e la pirateria come unica via per tenerli ancora in vita.

Secondo i dati della Video Game History Foundation, già l'87% dei giochi usciti prima del 2010 non è più in stampa e quindi teoricamente non è più accessibile. Un domani, in pratica, potremmo trovarci a parlare di storia dei videogiochi con decine di titoli che però non sono più giocabili e che al massimo vanno fruiti attraverso altri media: guardati, in registrazioni di gameplay di altri, o immortalati immobili attraverso immagini e screenshot. Almeno se ne conserva la memoria, ma manca l'opera. Un videogioco che non si può giocare, non è più un videogioco.

Il tema è diventato più caldo in quest'ultimo paio d'anni: Microsoft dice di poter utilizzare l'intelligenza artificiale per aiutare la preservazione, la Foundation di cui sopra si dice contrariata dall'idea, perché svilirebbe il suo lavoro. Nel frattempo, GOG – noto store sotto il cappello della polacca CD Projekt che si occupa di giochi classici – ha a sua volta lanciato un programma di preservazione videoludica.

Battezzato "GOG Preservation Program", è un'iniziativa che vuole rendere acquistabili e accessibili i giochi classici, in collaborazione con i loro publisher, affinandone la componente tecnica e fornendo anche assistenza laddove necessaria. In pratica, l'idea è quella di farvi comprare un classico con la stessa serenità con cui acquistate un gioco attuale. Può essere la via giusta per conservare i giochi del passato?

Abbiamo deciso di parlarne direttamente con Marcin Paczyński, senior business development manager di GOG, dal quale ci siamo fatti spiegare come nasce l'idea di un programma di preservazione e perché GOG lo abbia ritenuto necessario.

Stefania Sperandio
Come siete arrivati all'idea del Preservation Program di GOG? E, forse anche più importante, che cosa vi ha spinti a sentire che ci fosse necessità – e in un certo senso urgenza – di un programma di conservazione videoludica come questo?
Stefania Sperandio
Marcin Paczyński
GOG è stato costruito con la missione di preservare e celebrare i videogiochi classici. Quando abbiamo iniziato, nel 2008, la distribuzione digitale era ancora in fase emergente, e abbiamo visto l'opportunità di dare casa a giochi senza tempo, un posto dove potessero venire preservati in sicurezza e goduti dai giocatori di tutto il mondo.
 
Col tempo, abbiamo capito che preservare i videogiochi non significa solo renderli disponibili, ma anche garantire che restino giocabili e accessibili sulle piattaforme moderne. I nostri primi annunci pubblicitari dichiaravano con orgoglio che i nostri giochi funzionavano su Windows XP e ora, oltre un decennio dopo, ci troviamo ad affrontare la sfida di far girare senza problemi quegli stessi giochi dell’era XP sui sistemi più recenti. Senza la cura e l’attenzione garantite dal GOG Preservation Program, persino titoli lanciati “appena” dieci anni fa spesso non funzionano più correttamente. 
 
La necessità di questo programma è nata dall’aver vissuto queste difficoltà in prima persona. I videogiochi non sono come libri o film: non basta leggerli o guardarli su nuovi dispositivi, ma è necessario un lavoro attivo per assicurarne la compatibilità. Abbiamo anche visto dati preoccupanti, come il rapporto della Video Game History Foundation, secondo cui l’87% dei giochi pubblicati prima del 2010 non è più disponibile o giocabile. E si tratta di una perdita culturale enorme. 
 
Il Preservation Program è il nostro modo di compiere un passo ulteriore: proteggere attivamente questi giochi e assicurarci che non vengano solo ricordati, ma anche vissuti dalle generazioni presenti e future
Marcin Paczyński
Stefania Sperandio
Ma in che modo il Preservation Program si differenzia rispetto all'essere semplicemente un negozio digitale che vende giochi vecchi? Per fare un esempio, ho notato che sul vostro sito parlate di supporto dedicato ai giochi che vengono inclusi nel progetto. Cosa puoi dirci in merito?
Stefania Sperandio
Marcin Paczyński
Ciò che distingue il GOG Preservation Program dall’essere una semplice vetrina digitale è il supporto continuo e dedicato che forniamo ai giochi inclusi nel programma. Non ci limitiamo a rendere disponibili i titoli classici, ma ci assicuriamo che siano ottimizzati per funzionare perfettamente sui sistemi moderni. Questo significa garantire la compatibilità con schermi ad alta risoluzione, il supporto per più monitor, la funzionalità dei controller e la possibilità di salvare i progressi nel cloud per accedervi da diversi dispositivi.

Anche se il publisher o lo sviluppatore originale non supportano più un gioco, ci assumiamo la responsabilità di mantenerlo e migliorarlo affinché resti completamente giocabile. I giocatori possono avere la certezza che i loro acquisti nel GOG Preservation Program continueranno a funzionare sia sull’hardware attuale che su quello futuro, con aggiornamenti costanti per risolvere eventuali problemi di compatibilità o tecnici.

Riteniamo questo livello di impegno – che garantisce il funzionamento dei giochi per tutto il tempo in cui GOG sarà operativo – qualcosa che riteniamo davvero unico nel settore.
Marcin Paczyński
Stefania Sperandio
Come funziona il processo? Quali sono i passi e i criteri che un gioco affronta per entrare a far parte del Preservation Program?
Stefania Sperandio
Marcin Paczyński
Il processo è influenzato da diversi fattori. Il più importante risiede nella popolarità e nel valore storico del gioco, sia in termini di richiesta da parte dei giocatori che per il suo impatto sull’industria. Puntiamo a iniziare con i titoli più attesi e con quelli che hanno segnato la nostra crescita come videogiocatori, lasciando un’impronta duratura nella storia del gaming.

Successivamente, valutiamo la fattibilità tecnica della preservazione. Alcuni titoli sono più complessi da adattare e mantenere sui sistemi moderni, quindi analizziamo con attenzione l’impegno necessario per garantirne la giocabilità. Circa due terzi dei giochi esaminati dal nostro team QA richiedono interventi da parte degli sviluppatori: mentre alcuni necessitano solo di piccole modifiche, molti richiedono aggiornamenti significativi per funzionare correttamente sulle piattaforme attuali.

Infine, entrano in gioco le considerazioni legali, come gli accordi di licenza e la proprietà dei diritti. Assicurarci che ogni aspetto legale sia in ordine è essenziale per rendere nuovamente disponibili questi giochi in modo sostenibile ed etico.

Tutto il lavoro svolto su ogni titolo è completamente trasparente e viene riportato nella sezione changelog sulla pagina del prodotto, dove i giocatori possono vedere esattamente quali correzioni e miglioramenti sono stati apportati. In questo modo, garantiamo che ogni giocatore comprenda l’impegno necessario per rendere di nuovo giocabili questi classici.
Marcin Paczyński
Stefania Sperandio
In qualche modo il Preservation Program mira anche a supportare gli sviluppatori originali dei giochi che vengono inclusi nel programma?
Stefania Sperandio
Marcin Paczyński
I nostri accordi vengono stipulati con gli attuali detentori dei diritti dei titoli, quindi il coinvolgimento degli sviluppatori originali dipende spesso dagli accordi di licenza tra loro e l’editore attuale
 
Detto questo, cerchiamo sempre di collaborare con i creatori originali ogni volta che è possibile. Ci impegniamo anche a valorizzare la riedizione del gioco includendo bozzetti, documenti di produzione e altri materiali che celebrano il loro lavoro. 
 
Nel tentativo di garantire che questi giochi rimangano accessibili e funzionanti sui sistemi moderni, vogliamo onorare l’eredità degli sviluppatori originali, mettere in luce la loro creatività e supportare le loro carriere. Inoltre, rendere nuovamente disponibili questi titoli offre benefici economici sia ai creatori che ai detentori dei diritti, contribuendo a sostenere e celebrare il loro ruolo nella storia dei videogiochi. 
Marcin Paczyński
Stefania Sperandio
Ricordo che, lo scorso dicembre, Warcraft 1+2 sono stati rimossi da GOG e dal Preservation Program. Quindi, anche con il programma, permane il rischio che alcuni giochi possano comunque sparire?
Stefania Sperandio
Marcin Paczyński
Sì, nel caso di Warcraft 1+2, il gioco è stato rimosso dallo store su decisione di Blizzard. Tuttavia, rimane parte del GOG Preservation Program, il che significa che i giocatori che lo hanno acquistato sulla nostra piattaforma possono comunque contare sul supporto continuo da parte di GOG
 
La disponibilità dei giochi e le modalità di distribuzione dipendono in ultima istanza dai detentori dei diritti – publisher e sviluppatori. Da parte nostra, siamo sempre pronti e disponibili a dialogare e a stringere partnership per mantenere accessibili i grandi classici. 
 
Questo approccio ha dato ottimi risultati: collaboriamo con molte aziende e creatori straordinari, garantendo ai giocatori la possibilità di continuare a godersi – o scoprire per la prima volta – i loro titoli preferiti. Sebbene alcune sfide restino, il nostro impegno nel preservare e supportare questi giochi per le future generazioni è assoluto. 
Marcin Paczyński
Stefania Sperandio
Come ti sembra che stia procedendo il Preservation Program? Qual è stata la risposta da parte dei giocatori e quale quella della games industry? Vi aspettate che il numero di giochi inclusi possa crescere in modo significativo, nel corso dei prossimi anni?
Stefania Sperandio
Marcin Paczyński
Il GOG Preservation Program ha ricevuto un’accoglienza estremamente positiva sia dai giocatori che dall’industria videoludica. I giocatori hanno apprezzato il nostro impegno nel mantenere giocabili i loro classici preferiti. Il settore, invece, ha riconosciuto il programma come un passo importante e significativo in direzione della preservazione della storia del gaming
 
Stiamo espandendo il programma in modo costante, aggiungendo nuovi giochi a cadenza mensile. Entro la fine dell’anno, puntiamo ad includere circa 500 titoli. Ogni gioco nel programma viene mantenuto e ottimizzato per garantire compatibilità con i sistemi moderni, offrendo un’esperienza di gioco sempre eccellente. 
 
Ma non ci fermiamo qui. Come forse saprete, abbiamo recentemente aderito a EFGAMP (European Federation of Game Archives, Museums, and Preservation Projects). Crediamo molto nella collaborazione con le istituzioni culturali impegnate nella conservazione dei videogiochi e siamo entusiasti delle nuove opportunità e progetti che questa partnership porterà. Riteniamo che questi sforzi non solo contribuiranno alla preservazione dei giochi, ma che arricchiranno anche l’esperienza dei giocatori con questi classici senza tempo
 
Infine, per sottolineare l’importanza della preservazione videoludica come parte del nostro patrimonio culturale condiviso, abbiamo preparato un video speciale con un riepilogo del 2024, che invitiamo tutti a guardare
Marcin Paczyński
Stefania Sperandio
Grazie per il tuo tempo!
Stefania Sperandio
Marcin Paczyński
Grazie a te!
Marcin Paczyński
Sarà interessante vedere in che modo questi programmi di conservazione aiuteranno a tenere viva la memoria dei titoli classici.

Come suggerivo in apertura, non può esistere un futuro dove la storia del videogioco viene vissuta attraverso la lente di un altro medium – e potrebbe già essere tardi per recuperare molti giochi che hanno comunque segnato i videogame, belli o brutti che siano stati.

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33 Commenti

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basterà legallizare gli emulatori che hanno già preservato tutti sistemi dagli 8 ai 128 bit. Una bella sanatoria che tanto li usiamo lo stesso.
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Io ho cominciato tardi nella mia vita a videogiocare, e spesso alterno giochi vecchi(che voglio recuperare avendoli persi) e nuovi, quindi queste iniziative per me sono ideali.
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basterà legallizare gli emulatori che hanno già preservato tutti sistemi dagli 8 ai 128 bit. Una bella sanatoria che tanto li usiamo lo stesso.
Ma anche no. Se ami il videogioco paghi il videogioco o assisti alla sua estinzione. Visto che si parla di CD project, vedere The Witcher 3 GOTY a 3€ fa male il cuore. Dobbiamo tornare a dare alle opere il valore che hanno o le perderemo. Perché sai una cosa, soprattutto sul lungo termine, a nessuno piace lavorare gratis.
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Ma anche no. Se ami il videogioco paghi il videogioco o assisti alla sua estinzione. Visto che si parla di CD project, vedere The Witcher 3 GOTY a 3€ fa male il cuore. Dobbiamo tornare a dare alle opere il valore che hanno o le perderemo. Perché sai una cosa, soprattutto sul lungo termine, a nessuno piace lavorare gratis.
"Ma anche no. Se ami il videogioco paghi il videogioco o assisti alla sua estinzione. "
Se vuoi che io paghi me lo devi vendere. Dimmi che cavolo gliene frega al publisher se emulo un gioco non più in vendita di una console non più in vendita?
"vedere The Witcher 3 GOTY a 3€ fa male il cuore"
è un gioco di quasi 10 anni fa e lo vuoi pagare ancora a prezzo pieno?!
cristo santo che lecchino
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"Ma anche no. Se ami il videogioco paghi il videogioco o assisti alla sua estinzione. " Se vuoi che io paghi me lo devi vendere. Dimmi che cavolo gliene frega al publisher se emulo un gioco non più in vendita di una console non più in vendita? "vedere The Witcher 3 GOTY a 3€ fa male il cuore" è un gioco di quasi 10 anni fa e lo vuoi pagare ancora a prezzo pieno?! cristo santo che lecchino
Lecchino di cosa? Con chi? Quando? Scriviamo e non siamo neanche consci della lingua che usiamo. Punto primo: leggiamo l'articolo poi scriviamo; Punto secondo: teniamo dei toni pacati che non stiamo al mercato, io non sono tuo fratello e non mi sembra il tipo di discussione propria di questo tipo di toni; Punto terzo: Le cose, che ci piaccia o no si fanno nella legalità, per il MIO modo di vedere le cose, da persona del 1982, che il videogioco l'ha seguito TUTTO, siamo arrivati a questo punto perché bisognava combattere la pirateria assimilandola al furto, con il carcere. Rubi? Sei un ladro PUNTO
Posso avere un parere? Grazie. Il secondo motivo che ci ha spinti a una crisi del videogioco è il fatto che non si da e non si è mai dato il giusto valore all'opera videogioco. Si lamentano di non vendere Assassin's Creed a 79.99? Se dopo 3 mesi sta a 39.99 penso sia fisiologico no? Ma così cosa hai fatto? Hai svalutato l'opera, e ritrovarla dopo anni a 3 euro penso sia totalmente irrispettoso. Il problema è che gli asini la parola "rispetto" non sanno cosa significhi, poveri loro. Detto ciò, se la proprietà intellettuale di un'opera è mia e decido di non venderla, non vedo perché tu debba usufruirne. Quindi, perché una cosa convenga nel tempo, ci si deve guadagnare, nessuno lavora gratis. Penso che la strada intrapresa da GOG sia un inizio per tornare al rispetto del videogioco come forma d'arte. Posso pensarla così, nella legalità, o devo per forza pensare che tutto mi è dovuto, che ho tutti i diritti del mondo, come fossi il padrone dell'universo?
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Lecchino di cosa? Con chi? Quando? Scriviamo e non siamo neanche consci della lingua che usiamo. Punto primo: leggiamo l'articolo poi scriviamo; Punto secondo: teniamo dei toni pacati che non stiamo al mercato, io non sono tuo fratello e non mi sembra il tipo di discussione propria di questo tipo di toni; Punto terzo: Le cose, che ci piaccia o no si fanno nella legalità, per il MIO modo di vedere le cose, da persona del 1982, che il videogioco l'ha seguito TUTTO, siamo arrivati a questo punto perché bisognava combattere la pirateria assimilandola al furto, con il carcere. Rubi? Sei un ladro PUNTO Posso avere un parere? Grazie. Il secondo motivo che ci ha spinti a una crisi del videogioco è il fatto che non si da e non si è mai dato il giusto valore all'opera videogioco. Si lamentano di non vendere Assassin's Creed a 79.99? Se dopo 3 mesi sta a 39.99 penso sia fisiologico no? Ma così cosa hai fatto? Hai svalutato l'opera, e ritrovarla dopo anni a 3 euro penso sia totalmente irrispettoso. Il problema è che gli asini la parola "rispetto" non sanno cosa significhi, poveri loro. Detto ciò, se la proprietà intellettuale di un'opera è mia e decido di non venderla, non vedo perché tu debba usufruirne. Quindi, perché una cosa convenga nel tempo, ci si deve guadagnare, nessuno lavora gratis. Penso che la strada intrapresa da GOG sia un inizio per tornare al rispetto del videogioco come forma d'arte. Posso pensarla così, nella legalità, o devo per forza pensare che tutto mi è dovuto, che ho tutti i diritti del mondo, come fossi il padrone dell'universo?
quindi tu per dire aboliresti anche i film e serie tv in chiaro? e le biblioteche? e la musica alla radio e in tv?
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quindi tu per dire aboliresti anche i film e serie tv in chiaro? e le biblioteche? e la musica alla radio e in tv?
Dove l’ho scritto? I film e le serie tv, anche se in chiaro, vengono acquistate, ne vengono pagati i diritti, idem radio e tv. Anche le biblioteche, per esempio, in Italia la legge prevede un compenso per autori ed editori in base al numero di prestiti. Ragà ma veramente credete sia tutto gratis? No, dai, non ci posso credere! 😨
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Lecchino di cosa? Con chi? Quando? Scriviamo e non siamo neanche consci della lingua che usiamo. Punto primo: leggiamo l'articolo poi scriviamo; Punto secondo: teniamo dei toni pacati che non stiamo al mercato, io non sono tuo fratello e non mi sembra il tipo di discussione propria di questo tipo di toni; Punto terzo: Le cose, che ci piaccia o no si fanno nella legalità, per il MIO modo di vedere le cose, da persona del 1982, che il videogioco l'ha seguito TUTTO, siamo arrivati a questo punto perché bisognava combattere la pirateria assimilandola al furto, con il carcere. Rubi? Sei un ladro PUNTO Posso avere un parere? Grazie. Il secondo motivo che ci ha spinti a una crisi del videogioco è il fatto che non si da e non si è mai dato il giusto valore all'opera videogioco. Si lamentano di non vendere Assassin's Creed a 79.99? Se dopo 3 mesi sta a 39.99 penso sia fisiologico no? Ma così cosa hai fatto? Hai svalutato l'opera, e ritrovarla dopo anni a 3 euro penso sia totalmente irrispettoso. Il problema è che gli asini la parola "rispetto" non sanno cosa significhi, poveri loro. Detto ciò, se la proprietà intellettuale di un'opera è mia e decido di non venderla, non vedo perché tu debba usufruirne. Quindi, perché una cosa convenga nel tempo, ci si deve guadagnare, nessuno lavora gratis. Penso che la strada intrapresa da GOG sia un inizio per tornare al rispetto del videogioco come forma d'arte. Posso pensarla così, nella legalità, o devo per forza pensare che tutto mi è dovuto, che ho tutti i diritti del mondo, come fossi il padrone dell'universo?
Quod erat demonstrandum
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Dove l’ho scritto? I film e le serie tv, anche se in chiaro, vengono acquistate, ne vengono pagati i diritti, idem radio e tv. Anche le biblioteche, per esempio, in Italia la legge prevede un compenso per autori ed editori in base al numero di prestiti. Ragà ma veramente credete sia tutto gratis? No, dai, non ci posso credere! 😨
ma io come utente non pago un centesimo
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ma io come utente non pago un centesimo
Tasse, pubblicità? Hai presente? Pronto? Toc toc? 🤓
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concordo anch'io con gli emulatori. Avete visto per dire i prezzi delle cartucce del nintendo 64 su ebay? e castlevania rondo pc engine?
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Ma anche no. Se ami il videogioco paghi il videogioco o assisti alla sua estinzione. Visto che si parla di CD project, vedere The Witcher 3 GOTY a 3€ fa male il cuore. Dobbiamo tornare a dare alle opere il valore che hanno o le perderemo. Perché sai una cosa, soprattutto sul lungo termine, a nessuno piace lavorare gratis.
Non sono d'accordo. Alcuni prodotti, in alcuni momenti storici, hanno un valore che va oltre quello commerciale. Possono essere opere letterarie e artistiche, o tecnologie, o medicine etc etc. In alcuni casi il valore é, appunto, quello artistico, in altri quello storico, in altri casi il vantaggio per la societá che portano.

Per questa ragione, i diritti cadono dopo un certo tempo e ci sono leggi apposta che garantiscono che una volta assicurato il guadagno all'autore (di un'opera, di un brevetto), la societá posso usufruire di quell'opera o idea in maniera piú libera.

I videogiochi negli ultimi 50 anni hanno definito un'epoca. Hanno un valore storico e artistico altissimo. Sono stati l'alba di una nuova forma d'arte, di una nuova industria, di una nuova e enorme forma di intrattenimento, testimone e protagonista dei progressi tecnologici e specchio ed espressione di una societá che cambiava.

Perdere questa ereditá sarebbe terrificante. Tuttavia, mentre un manoscritto del 300 conservato nella biblioteca di una abazia puó ancora essere letto oggi, un videogioco senza la giusta piattaforma non serve a nulla.
Io credo che sia nell'interesse di tutti che venga data la possibilitá, una volta che l'autore di un gioco non é piú interessato alla sua commercializzazione, di preservare il gioco in qualche modo.
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Ma anche no. Se ami il videogioco paghi il videogioco o assisti alla sua estinzione. Visto che si parla di CD project, vedere The Witcher 3 GOTY a 3€ fa male il cuore. Dobbiamo tornare a dare alle opere il valore che hanno o le perderemo. Perché sai una cosa, soprattutto sul lungo termine, a nessuno piace lavorare gratis.
Non concordo.
I videgiochi degli ultimi 50 hanno una importanza storica e culturale enorme, hanno ridefinito il nostro modo di intrattenerci, hanno assistito e pure guidato una rivoluzione tecnologia enorme, sono stati specchio ed espressione di una societá che cambiava drasticamente, sono stati protagonisti di una industria gigantesca.
Cosí come esiste un limite al diritto d'autore e leggi specifiche governano i brevetti (si pensi a quelli farmaceutici), non sarebbe poi fuori luogo guardare all'emulazione d titoli non piú in vendita con piú favore.
La peculiaritá dei videogiochi é che sono fruibili soltanto in associazione con una specifica piattaforma: un testo in latino del 1200 conservato nella biblioteca di una abazia puó essere letto ancora oggi. Un videogioco di soli 25 anni fa, non necessariamente.
Secondo me, quando il detentore dei diritti non ha interesse a commercializzare il prodotto, e trascorso un periodo di tempo (che non possono essere i 75 anni come negli USA a causa della rapida obsolescenza tecnologica) la preservazione dei videogiochi dovrebbe essere non solo autorizzata, ma anche incoraggiata.
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Non concordo. I videgiochi degli ultimi 50 hanno una importanza storica e culturale enorme, hanno ridefinito il nostro modo di intrattenerci, hanno assistito e pure guidato una rivoluzione tecnologia enorme, sono stati specchio ed espressione di una societá che cambiava drasticamente, sono stati protagonisti di una industria gigantesca. Cosí come esiste un limite al diritto d'autore e leggi specifiche governano i brevetti (si pensi a quelli farmaceutici), non sarebbe poi fuori luogo guardare all'emulazione d titoli non piú in vendita con piú favore. La peculiaritá dei videogiochi é che sono fruibili soltanto in associazione con una specifica piattaforma: un testo in latino del 1200 conservato nella biblioteca di una abazia puó essere letto ancora oggi. Un videogioco di soli 25 anni fa, non necessariamente. Secondo me, quando il detentore dei diritti non ha interesse a commercializzare il prodotto, e trascorso un periodo di tempo (che non possono essere i 75 anni come negli USA a causa della rapida obsolescenza tecnologica) la preservazione dei videogiochi dovrebbe essere non solo autorizzata, ma anche incoraggiata.
Sorry, questa risposta l'ho scritta perché pensavo di aver perso quella precedente, scusate per il duplicato.
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Ma se il gioco non è più in vendita, cosa rubi? Si parla di giochi che non sono più acquistabili.
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e ovviamente ogni volta saltano fuori i santi difensori della pirateria.
certamente quando il lavoro e i soldi sono degli altri, che schifo.
vorrei vedere se foste musicisti o sviluppatori!
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Ma se il gioco non è più in vendita, cosa rubi? Si parla di giochi che non sono più acquistabili.
La proprietà rimane. Faccio un esempio, che in realtà è mezzo. Tempo fa volevo rivedere il film di Manzini « Cristian e Palletta contro tutti » (che ho appena scoperto esistere anche all’estero sotto i titoli « Dead Uncle » e « Requiem pour deux têtes de mule », pensa te, in Italia al cinema penso che l’ho visto solo io 🤣), insomma, visto che pure in streaming penso faccia una o due visualizzazioni l’anno, è più il periodo che non lo trovi che quello che lo trovi. Quindi se non è distribuito posso scaricarlo? Ma anche no. Come sottolineato, è un mezzo esempio, visto che la piattaforma sulla quale è stato pubblicato esiste ancora. Ma la proprietà intellettuale di un bene sta anche nel diritto alla pubblicazione. Se io in data X decido di non pubblicare più tale opera, chi sei te per dire « e io lo scarico lo stesso »? Un ladro. 😊
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La proprietà rimane. Faccio un esempio, che in realtà è mezzo. Tempo fa volevo rivedere il film di Manzini « Cristian e Palletta contro tutti » (che ho appena scoperto esistere anche all’estero sotto i titoli « Dead Uncle » e « Requiem pour deux têtes de mule », pensa te, in Italia al cinema penso che l’ho visto solo io 🤣), insomma, visto che pure in streaming penso faccia una o due visualizzazioni l’anno, è più il periodo che non lo trovi che quello che lo trovi. Quindi se non è distribuito posso scaricarlo? Ma anche no. Come sottolineato, è un mezzo esempio, visto che la piattaforma sulla quale è stato pubblicato esiste ancora. Ma la proprietà intellettuale di un bene sta anche nel diritto alla pubblicazione. Se io in data X decido di non pubblicare più tale opera, chi sei te per dire « e io lo scarico lo stesso »? Un ladro. 😊
Resta il fatto che non stai rubando nulla, mi spiace ma non concordo con questa visione che hai tu, è come se uno ha un'albero di mele che non gli interessa raccogliere, quindi le mele andranno marce, ma non permette a nessun'altro di farlo, semplicemente perché l'albero è suo, è soltanto un'inutile manifestazione di puntiglio.
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Resta il fatto che non stai rubando nulla, mi spiace ma non concordo con questa visione che hai tu, è come se uno ha un'albero di mele che non gli interessa raccogliere, quindi le mele andranno marce, ma non permette a nessun'altro di farlo, semplicemente perché l'albero è suo, è soltanto un'inutile manifestazione di puntiglio.
No, si chiama legge, che si applica che ti piaccia o no. E in ogni caso non deve stare bene a te, ma ai detentori dei diritti, che fidati, la vedono un pelino diversamente! Se fossi stato un regista, un programmatore di tale videogioco, un designer, credimi, l’avresti pensata diversamente. Altro piccolo esempio. Capita ogni tanto che tale gioco viene pubblicato in maniera gratuita sul sito della software house (non parlo delle promozioni in giro negli store) come abbandono dei diritti. E viene fatto spesso proprio per cercare di salvaguardarlo. Ecco, in quel caso e solo in quel caso non è pirateria, perché il proprietario dei diritti li ha ceduti.
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