Il Verdetto di SpazioGames
Il 2020 appena iniziato culminerà con l’arrivo della nuova generazione di console, con un passo in avanti in termini tecnologici che – come testimoniato dalle intenzioni di Sony e Microsoft – non lascerà del tutto indietro quella corrente. La dichiarazione della casa di Redmond di non avere esclusive per ben due anni ha sollevato un discreto brusio tra gli appassionati, e non è così peregrina l’idea di aspettare i prodotti di punta prima di lanciarsi in maniera compulsiva verso un immediato doppio acquisto. D’altra parte, il mercato ha aperto le strade a un’inclusività delle vecchie console che fungeranno ben presto da entry-level per ciò che riserverà il futuro, dimostrando che il supporto ci sarà anche al di là della prima fase di fisiologica cross-gen. Vale soprattutto per Microsoft; un po’ meno per Sony, fino ad oggi abituata a mettere più paletti tra una macchina e l’altra.
Ipotesi corroborate o meno, questo 2019 – si diceva – appare quantitativamente più carente, e di fatto i titoli davvero imprescindibili sono cinque o sei, con le cosiddette sleeper hit e gli altri prodotti di livello medio e medio-alto a fare da corollario a un’annata pronta a sparare le ultime cartucce delle console a loro volta pronte a cedere il testimone di questa sempre più rapida staffetta. Sarebbe, dunque, il momento propizio per i giochi meno in vista, quelli che solitamente devono lottare coi denti per farsi notare o che devono proporre qualcosa davvero fuori dagli schemi per non farsi eclissare. E invece, per ragioni che sfuggono a ogni logica, anche loro diserteranno interessanti finestre di lancio dove il nulla totale lascerà ai giocatori un po’ di tempo per snellire un minimo il proprio pachidermico backlog.