Nel mezzo c’è
Ubisoft, che ha scelto un approccio più concreto di quello del primo gruppo, ma meno rischioso del secondo, decidendo che la strada giusta da percorrere fosse quella di pubblicare giochi completi, ma dal budget ridotto.
La testa fuori dal guscio
In attesa di metterci tutti al ponte di comando della Enterprise, Ubisoft ci dà la possibilità di imparare a volare con Eagle Flight. Infatti nel gioco interpreteremo una giovane aquila che, una volta uscita dal guscio, imparerà a librarsi in aria, fino a trovare l’anima gemella e dare vita a un nuovo nido da difendere. Questa trama farà da sottile linea di collegamento tra le 23 sfide che ci verranno mano a mano proposte, suddivise in sottoinsiemi sbloccabili solamente al raggiungimento di determinati quantitativi di stelle conseguite per l’appunto nelle sfide. Passare per anelli alla più alta velocità, catturare al volo i pesci che saltano fuori dall’acqua, abbattere uno stormo rivale di avvoltoi, pipistrelli, falchi o corvi (dove ognuno ha il proprio stile di volo) saranno le prove da “trestellare” per poter andare avanti nella breve storia che Ubisoft ha sviluppato per questo titolo. Una volta apprese tutte le abilità sbloccabili e sconfitto il boss finale, potrete tranquillamente godervi Parigi in volo libero (magari per raccogliere i copiosi collezionabili disseminati sulla mappa) oppure buttarvi online.
Vola come il vento
Eagle Flight dà la possibilità agli avventisti della realtà virtuale di cimentarsi in un cattura la bandiera tre contro tre, dove la bandiera è una preda e il punto in cui riportarla è il proprio nido. Come nelle modalità per giocatore singolo, per muoversi basterà spostare la visuale muovendo la testa, in modo tale da cambiare l’orientamento al volo. L’unico dettaglio da tenere a mente è che per girare è necessario inclinare la testa e non ruotarla, perchè altrimenti finiremmo a girare sulla sedia avvolgendoci sul cavo del visore. Una volta impadroniti della migliore tecnica di volo, dell’urlo supersonico per attaccare i nemici e dello scudo per difenderci, saremo pronti a delle vere e proprie dogfight, con tanto di allarme se ci ritroveremo nel mirino avversario. Non aspettatevi acrobazie pazze alla Ace Combat, qui ci troviamo in piena città, quindi più che eludere il proprio avversario in aria aperta, è consigliabile buttarsi in cunicoli, finestra lasciate aperte e strettorie.
La Parigi che avremo di fronte è una città non più di uomini, ma rivendicata dalla natura, ricolma di vegetazione e animali selvatici, che non mancheranno di salutarci al passaggio ravvicinato, e bisognerà pensare velocemente fuori dagli schemi per cercare il passaggio migliore, nel minor tempo possibile.
Ad ali spiegateSe dovessimo unire i punti “aquile”, “Parigi” (con Notre Dame ad essa centrale) e “Ubisoft, molti di voi starebbero sicuramenteagitando il dito verso Assassin’s Creed Unity e difatti non sarebbe stato così assurdo vedere il codice all’interno di Eagle Flight rimodellato per far sembrare il tutto un’estensione delle avventure di Arno. Non è questo però il caso, infatti siamo di fronte ad una città completamente ridisegnata da Ubisoft Montreal con un cell shading semplice, ma comunque pieno di piccoli dettagli che impreziosiscono l’esperienza. Con questa scelta stilistica si esprime ancora di più come non sia necessario creare un mondo fotorealistico per la VR, ma che, al contrario, sia sufficiente dare vita a un mondo con le proprie regole e con il proprio stile ben definito. In questo caso, pur trattandosi di una Parigi un po’ “low poly”, siamo di fronte ad una città viva e strutturata in modo tale che il giocatore possa trovarsi sempre a suo agio nei panni di un’aquila, avendo in ogni momento la possibilità di nascondersi o passare in qualche pertugio.