Videogiochi come antidepressivi

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a cura di Cif

Nonostante la stampa generalista tenda sempre a sottolineare la presunta pericolosità dei videogiochi, i risultati scientifici continuano a mostrare gli effetti benefici dell’intrattenimento elettronico. L’ultimo in ordine di tempo arriva dalla Nuova Zelanda: un gruppo di insegnanti e ricercatori dell’Università di Auckland ha sviluppato SPARX (acronimo di Smart Positive Active Realistic X-factor) un gioco che aiuta a evitare cattivi pensieri sia proponendo fasi che stimolano le capacità di problem solving dei giocatori, sia lasciandoli sfogare con semplici fasi di shooting. Ebbene, giocare a SPARX aiuterebbe ad affrontare la depressione e l’ansia almeno quanto le terapie convenzionali: avendo sperimentato la nuova terapia su un campione di 187 adolescenti problematici, si è osservata una riduzione del 30% degli stati d’ansia e una percentuale di guarigione del 44% mentre con i metodi tradizionali ci si riusciva nel 26% dei casi. Adesso l’Università di Auckland sta tentando di dare accesso a SPARX a più persone possibili per ampliare il campione e rendere i risultati più rigorosi dal punto di vista scientifico.

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