La creazione di una narrativa completa senza pensare alle sequenze future è stata una filosofia fondamentale per Neil Druckmann durante lo sviluppo di The Last of Us.
Il direttore creativo del celebre videogioco (che trovate su Amazon) ha recentemente rivelato come l'incertezza sul proprio futuro professionale abbia influenzato profondamente l'approccio alla costruzione della storia che ha conquistato milioni di giocatori in tutto il mondo.
«Non ero sicuro che mi avrebbero mai permesso di dirigere un altro gioco,» ha confessato Druckmann, spiegando così la sua determinazione a creare un'opera che potesse reggersi autonomamente, con un inizio, uno sviluppo e una conclusione definiti.
In una recente intervista rilasciata a Game Informer, Druckmann ha riflettuto sulle sfide affrontate nel passaggio dal primo capitolo a The Last of Us Part 2.
La difficoltà principale non riguardava aspetti tecnici o narrativi specifici, ma piuttosto la necessità di giustificare l'esistenza stessa di un sequel.
Il primo gioco era stato concepito come un'entità autonoma e completa, una scelta deliberata motivata dall'incertezza professionale che Druckmann viveva in quel momento.
«Per giustificare un sequel», ha spiegato il direttore creativo, «dovevamo trovare un concetto che potesse continuare i temi del primo gioco e proseguire il viaggio con quei personaggi, ma creando una storia che potesse reggersi da sola e che, insieme alla prima, potesse arricchire entrambe le narrazioni.»
Questa filosofia ha guidato il team di sviluppo verso la creazione di un secondo capitolo capace di specchiare molti elementi del primo, pur mantenendo una sua identità distintiva.
«Ti porti sfortuna se inizi a pensare al sequel mentre stai lavorando al primo gioco.» Druckmann privilegia invece un approccio più concentrato sul presente creativo, senza trattenere idee per potenziali seguiti che potrebbero non realizzarsi mai.
L'approccio di Druckmann alla narrazione, caratterizzato dalla concentrazione totale sul progetto presente senza dispersioni in potenziali seguiti, ha chiaramente influenzato anche la produzione televisiva. Questo metodo di lavoro rappresenta una lezione importante in un'industria dell'intrattenimento sempre più orientata alla creazione di franchise a lungo termine.
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