Il tema delle microtransazioni nei videogiochi è importante soprattutto quando si parla di videogiocatori giovani, addirittura minorenni, che potrebbero essere portati a spendere cifre importanti senza controllo.
A quanto pare succede perché in produzioni come Fortnite, che hanno la loro valuta che trovate anche su Amazon, i videogiocatori minorenni spendono in media una cifra considerevole in microtransazioni.
Lo riporta uno studio, condiviso da Games Industry, che ha analizzato le abitudini di gioco e di consumo dei videogiocatori più giovani.
Secondo un nuovo rapporto di Ipsos, che intervistato 2.808 adulti tutori e/o genitori provenienti da Regno Unito, Germania, Italia, Francia e Germania, i videogiocatori minorenni spendono €39 al mese in media in microtransazioni. La cifra è in aumento perché, secondo gli studi del 2020, la cifra era di €33 al mese.
Può sembrare poco, ma parliamo di una media di poco meno di €500 all'anno, che per un videogiocatore minorenne è una cifra considerevole.
Cifre che, per altro, aumenteranno anche negli anni perché tutti i prezzi viaggiano verso dei rincari, anche per i videogiochi più amati da questa fascia di età.
Che cosa comprano, esattamente? Non solo elementi puramente cosmetici, anzi.
Lo studio (che potete recuperare per intero a questo indirizzo) svela che i premi casuali, come le lootbox, sono i meno popolari, mentre i contenuti aggiuntivi più acquistati sono quelli che influiscono sul gameplay.
Tra gli altri dati che emergono dallo studio scopriamo che l'89% degli intervistati monitora attivamente le abitudini di spesa dei minori, mentre il 76% di loro rivela che i bambini non spendono soldi per videogiochi a cui non giocano.
Parlando di altre abitudini dei videogiocatori, molti nostri colleghi sfogano la rabbia attraverso i videogiochi, e con alcuni in particolare. D'altronde, in particolare per il pubblico italiano a quanto pare, i videogiochi servono anche ad alleviare lo stress quotidiano.