L'evoluzione del rapporto tra sviluppatori e modding si fa sempre più complessa. Mentre i giocatori PC attendono con trepidazione il debutto di The Last of Us Part 2 sulla piattaforma, Naughty Dog ha scelto di affrontare apertamente la questione delle modifiche che inevitabilmente trasformeranno l'esperienza originale, rivelando una visione sorprendentemente aperta e inclusiva del fenomeno.
Lontano dalle posizioni difensive che molti studi assumono di fronte alle alterazioni delle proprie opere, il team californiano mostra di aver compreso la natura collaborativa del medium videoludico moderno, dove l'autorialità si diluisce in un dialogo continuo con la community.
Matthew Gallant, game director di The Last of Us Part 2 Remastered (che trovate in versione console su Amazon), ha condiviso riflessioni illuminanti sull'argomento in un'intervista con GameInformer, descrivendo il lancio su PC come un'opportunità per «aprire il gioco in modi precedentemente impossibili».
Con una franchezza rara nel settore, Gallant ammette che questo passaggio significherà avere "molto meno controllo" sull'esperienza finale, ma questa prospettiva non sembra turbarlo.
Al contrario, lo sviluppatore vede nel modding uno strumento prezioso per personalizzare l'esperienza e renderla più "confortevole" per i giocatori.
«Volevamo incontrare i giocatori dove si trovano», ha spiegato Gallant, evidenziando come le modifiche create dagli utenti possano rappresentare preziosi indizi per il team: «A volte è un suggerimento per noi, ci fa pensare 'Oh, avremmo dovuto considerare questa opzione'».
Quando gli è stato chiesto se questo modo di vedere le cose valesse ancora nel caso in cui i giocatori decidessero di trasformare Ellie di The Last of Us Part 2 in Shrek, Gallant ha risposto che il team si diverte semplicemente a vedere la community interagire con i titoli «in qualsiasi modo che esprima sé stessa, tra edit divertenti o qualsiasi altra cosa che possa ampliare l'esperienza del gioco su PC».
Questa apertura mentale sottolinea un cambiamento fondamentale nella percezione dell'autorialità videoludica da parte degli sviluppatori di alto profilo, che riconoscono il valore dell'apporto creativo della community (anche se non sempre accade).
The Last of Us Part 2 arriverà su PC il 3 aprile. Gli sviluppatori sembrano guardare con genuina curiosità alle trasformazioni che la community apporterà alla loro opera - come già visto con altri titoli - riconoscendo che queste modifiche, per quanto bizzarre possano apparire, rappresentano una forma legittima di apprezzamento e coinvolgimento con il titolo.
Questo commento è stato nascosto automaticamente. Vuoi comunque leggerlo?